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Geomorfologia

Il territorio di Morciano di Leuca ricade interamente nel foglio n. 223, denominato Capo S. Maria di Leuca, della Carta Geologica d’Italia alla scala 1:100.000 (cfr. Figura seguente).

Carta Geologica d’Italia. Estratto del Foglio n. 223

Come già accennato in precedenza, la morfologia della Penisola Salentina è dominata da alcuni rilievi molto dolci, denominati Serre, i quali si elevano in genere soltanto di qualche decina di metri sulla piana circostante. Esse si sviluppano prevalentemente in direzione NO – SE e si estendono maggiormente nel settore centro–meridionale del Salento dove danno luogo alle c.d. Murge Salentine.

Nell’area del foglio, oltre ai depositi superficiali quaternari, sono state riconosciute e distinte le seguenti formazioni marine, dal basso verso l’alto:

  • Calcareniti di Melissano: calcari con intercalati calcari dolomitici e più raramente dolomie calcaree (Turoniano–Senoniano).
  • Calcari di Castro: calcari bioclastici, talora porcellanacei e subcristallini (Paleocene–Oligocene).
  • Calcareniti di Andrano: calcareniti organogene, calcari dentritici e calcari bioclastici (Langhiano–Messiniano).
  • Sabbie di Uggiano: sabbie calcaree e calcareniti marnose (Pliocene).
  • Calcareniti del Salento: calcareniti, calcari grossolani tipo «panchina», sabbioni calcarei (Pliocene–Calabriano).
  • Formazione di Gallipoli: sabbie argillose che passano inferiormente a marne argilloso–sabbiose con talora intercalati banchi arenacei e calcarenitici (Calabriano).

Nel tratto più meridionale, fino a Torre Vado, la morfologia della zona costiera jonica è aspra, con coste relativamente alte ed in particolare in corrispondenza di Capo S. Gregorio, incise talora da canaloni di cui i più pronunciati sono quelli de lu Forcatu e di S. Vito, ubicati rispettivamente tra Torre S. Gregorio (in territorio di Patù) e Torre Vado e presso quest’ultima località.

Estratto della TAV. 05-1A. I canali di “S. Vito” a Torre Vado e “de lu forcatu” a Patù

Frequenti sono le voragini che si aprono nelle Calcareniti del Salento e che durante i periodi piovosi assorbono grandi quantità d’acqua. Le più note sono le due di Barbarano denominate Vora grande e Vora piccola.

Estratto della TAV. 05-1A. Ubicazione della “Vora Grande” e della “Vora Piccola” a Barbarano.

La Vora Grande è attualmente recintata e si trova a circa 200 m ad ovest del paese, sulla via che conduce al Santuario della Madonna del Belvedere di Leuca Piccola, a poca distanza dalla ferrovia. Un tempo ellittica e con diametro di 30 m, è ora irregolare a causa dello sfruttamento del tufo fatto nella zona. La cavità si spinge fino a 45 m ed in fondo è nascosta da una fitta vegetazione.

La Vora piccola, ubicata 400 m ad ovest di Ruggiano, ha forma ellittica con diametro di 21,5 m per 16 m. Le pareti sono verticali e visibili fino a 35 m di profondità.

Morfologicamente, le Vore si aprono su un pianoro allungato in direzione NW–SE, delimitato ai bordi da pendii che conducono al rilievo di Serre Falitte sul versante sud–occidentale e a quello su cui si sviluppa l’abitato di Montesardo sul versante nord–orientale. Il dislivello tra fondovalle e dorsali risulta compreso tra i 20 e i 30 metri.

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